| Le
coccole sono uno strumento terapeutico? Sembra
proprio di sì, visto che è nata in Italia una
nuova disciplina che, prendendo spunto dal Rebirthing
in acqua calda, usa abbracci e delicati massaggi
per ridare fiducia ed equilibrio a chi ne ha bisogno.
Ce ne parla proprio l'ideatore, Paolo
Cericola che lavora con il Rebirthing da oltre
20 anni.

Scopriamo
la Coccoloterapia® di
Paolo Cericola
La
Coccoloterapia® è la naturale evoluzione del Rebirthing
in acqua calda.
E' una disciplina che sta avendo molto successo.
I giornali e la televisione ne hanno parlato ampiamente,
considerandola una sintesi originale e innovativa
di 5 dei più conosciuti strumenti terapeutici
delle discipline psicofisiche attualmente praticate
in Europa. Nasce dalla mia esperienza
personale di rebirther in 15 anni di lavoro. 
Una
seduta di Coccoloterapia in acqua calda si
svolge in una piscina d'acqua termale e dura
circa un'ora.
Durante i primi 10-15 minuti si stabilisce
in acqua il contatto fiducioso tra il "coccolato",
che si rilassa mentre viene sostenuto e cullato
dolcemente, ed il "coccoloterapeuta".
Successivamente si scende sott'acqua
per alcuni istanti e l'apnea ricrea per magia
la condizione vissuta nel grembo materno.

La reazione a questo tipo di stimolazione varia
a seconda del vissuto personale: per alcuni è
più facile abbandonarsi. Il risultato che si
ottiene è uno stato di profondo rilassamento,
in cui si rimane completamente coscienti, mentre
si entra in contatto con le emozioni e vecchie
memorie di cui non sappiamo assolutamente nulla,
perché registrate a dei livelli molto profondi,
ma che hanno invece un potere enorme di influenzare
ancora oggi la nostra vita, anche in maniera drammatica.

Grazie
al profondo stato di rilassamento e ascolto delle
proprie emozioni si acquisiscono nuove consapevolezze
sui propri schemi mentali, aiutandoci a liberarci
dalle nostre ansie e paure, che troppo spesso
ci impediscono di vivere come vorremmo.
Come
funziona
La
Coccoloterapia è un'affascinante esperienza che
aggiunge nuove conoscenze su noi stessi:
è il catalizzatore per ogni processo di cambiamento
e di crescita personale, orientato ad accrescere
la propria autostima.
Infatti, ogni "memoria reattiva" mina la fiducia
in noi stessi, nella vita, nelle relazioni interpersonali.
La fiducia è essenziale in un processo di guarigione.
Ogni coccola è un'apertura fiduciosa. 
Durante una seduta di Coccoloterapia, il
corpo riceve lievi massaggi, si rilassa, scende
sott'acqua e viene capovolto, torna a galla, respira,
riceve carezze e ancora massaggi, poi va di nuovo
sott'acqua, viene spinto in maniera dolce e delicata,
poi riemerge. Spesso si rimane a galla, mentre
il coccoloterapeuta prosegue nel movimento ondulatorio
e delicato.
Di solito, durante una seduta di Coccoloterapia,
la persona si sente sostenuta, come poche
volte accade nella vita. Quindi esprime emozioni
represse, come pianti liberatori, ed emette suoni
e vocalizzi spontanei.
Durante questa fase il corpo si rilassa profondamente
ed un profondo senso di benessere invade all'interno.

Il
lavoro del coccoloterapeuta
Inizialmente
il coccoloterapeuta massaggia la persona e ne
sblocca i punti critici. Ciò facilita la sintonia
con l'elemento acqua e il terapeuta, il quale,
in seguito, prendendo tra le braccia il "coccolato"
lo culla delicatamente, lo immerge sott'acqua
e rimane attento ai tempi di immersione.
Quanto l'aria nei polmoni è finita (e quindi
anche le bollicine), il paziente rimane ancora
sott'acqua per qualche decina di secondi, finché
il terapeuta lo riporta a galla, permettendogli
di fare un respiro intenso e profondo dalla bocca.
La "riemersione" è una vera e propria rinascita.
Spesso durante questa fase la persona inizia a
esprimere le proprie emozioni: pianto, rabbia,
tristezza, rancore; oppure si sente più vitale,
più gioiosa.
In seguito il coccoloterapeuta utilizza "carezze
energetiche" per facilitare il ritorno nel
"presente", ai bordi della piscina. La sessione
termina spesso con un lungo abbraccio di ringraziamento.

Aumentare
la fiducia
Gli
stimoli delicati infondono fiducia. Del resto,
è risaputo che il contatto fisico nutre l'autostima
e la capacità di affidarsi e abbandonarsi.
Il "massaggio californiano", nato negli
anni Settanta presso il prestigioso Istituto Esalen
di Big Sur in California, è forse la testimonianza
più efficace di ciò.
Nei gruppi terapeutici di Big Sur, dove venivano
curati i reduci della guerra del Vietnam, si riscontrò
che i partecipanti esprimevano un forte bisogno
di toccare ed essere toccati dalle altre persone.
Il fatto era, in un certo senso, nuovo, dal momento
che quella necessità non era da mettersi in rapporto
con stimoli sessuali, ma con un bisogno di
protezione e consolazione contro le terribili
avversità che i reduci avevano affrontato
durante la guerra.

Ne nacque un massaggio che presto diventò un modello
di guarigione dei rapporti interpersonali.
I valori a cui si ispira (il rispetto per l'altro,
l'ascolto dei suoi bisogni e la tenerezza nei
rapporti con il prossimo) sono elementi fondamentali
di questa originale tecnica che ha aiutato milioni
di persone a riacquistare una maggiore fiducia
in se stessi. 
La sua caratteristica più importante è l'avvolgimento:
la persona si sente "avvolta", circondata, protetta,
cullata, sostenuta da mani affettuose.
Questa valenza affettiva favorisce, in particolare,
la rapida regressione ad uno stato psicologico
infantile, permettendo il senso dell'abbandono.
Il
bisogno di contatto
Ogni
bambino, fin dalla più tenera età, ha bisogno
del contatto con la madre e col padre per crescere
sano, con un forte senso di autostima e sicurezza
in se stesso. Gli psicologi e i pediatri raccomandano
ai genitori di toccare e accarezzare il proprio
bambino, affinché si stabiliscano un rapporto
e una comunicazione non verbale.

I primi cinque anni sono fondamentali per
l'apprendimento. In questa fase il bambino
è molto ricettivo. Impara ascoltando e imitando.
Usa molto il suo corpo: gioca, cade, sperimenta,
usa le mani come recettori di esperienza.
Il tatto è uno dei sensi più acuti. Dunque
il contatto fisico è essenziale. Ma una forma
di contatto inizia già nel grembo materno. Il
bambino "sente" e "percepisce" i movimenti della
madre, la qualità delle parole e delle emozioni.
I genitori hanno dunque una grande responsabilità,
poiché in questa fase della crescita il bambino
recepisce e memorizza moltissimo. Un dolore, uno
scontro, un problema di gelosia o qualunque altra
questione irrisolta in famiglia possono essere
interiorizzati dal bambino e diventare una "memoria"
che altera la sua visione del mondo.
Certo, non si può evitare che il bambino soffra,
ma la premura con la quale i genitori coccolano
il bambino determina il grado di sicurezza con
cui quest'ultimo affronterà la vita e le difficoltà
che via via incontrerà.
Insomma, il contatto fisico è un nutrimento.
Lo è anche per gli adulti, e per questo la
Coccoloterapia dà molta importanza al contatto
fisico. Come abbiamo visto, i reduci del Vietnam
guarivano con sorprendente rapidità grazie al
contatto fisico, alle carezze, alla tenerezza,
che i terapeuti di Esalen applicavano durante
la terapia.
Ogni individuo ha bisogno di contatto fisico.
L'intimità dei rapporti amorosi nutre questo bisogno
fondamentale. Aiuta a sentirsi in contatto con
se stessi, con la "radice" fisica, cioè il corpo.

Spesso, durante le sedute di rebirthing, constato
che le persone non sono in contatto con loro stesse.
Non ascoltano il corpo e i suoi messaggi. La mente
risucchia la maggior parte della loro energia
e blocca il respiro.
La prima difficoltà da affrontare è guidare
la persona all'ascolto. Mentre respira in
modo "ampio e circolare", prende coscienza di
avere un corpo che respira. Impara a sentire ogni
parte del corpo e l'energia vitale che "entra"
con il respiro.
Alla fine di una seduta di Rebirthing e di Coccoloterapia,
il livello di autoconsapevolezza aumenta.
Eppure, cosa determina questo risultato?
Un atto semplice e naturale: il respiro.
Copyright © 2000 Paolo Cericola
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